
Proteste in Francia: un incendio distrugge completamente il mercato coperto più antico di Parigi nella notte del 12 ottobre 2026 (diritti d’autore X/@info_Paris_IDF)
Cari Lettori, Mons. Viganò è tornato a far sentire la sua voce in un momento molto difficile. Si moltiplicano scontri violenti e devastazione in Francia e in Italia e l’Arcivescovo, in un post pubblicato sul suo account X, dice a chiare lettere quello di cui serbavamo già nutriti sospetti. Ovvero come il caos che ha regnato in questi giorni in città-chiave come Parigi e Milano, e non solo, sia stato orchestrata ad arte dall’alto.
Viganò parla di élite tecnocratica globalista, noi avremmo parlato anche di massoneria: ma il risultato è il medesimo. Lo scopo che le élite si prefiggono di raggiungere è ben chiarito da Mons. Viganò e vi lascio dunque alla lettura del suo post.
Ma aggiungo un ultimo appunto: i media ne parlano meno ma nel Sud Italia è scoppiato contemporaneamente il caos: gli scaffali dei supermercati sono sempre più vuoti per la protesta degli agricoltori e degli autotrasportatori e le ditte non stanno inviando più al Sud i loro prodotti freschi, facilmente deperibili.
Da Napoli a Bari fino a Palermo: a farne le spese sono ancora una volta i cittadini, benché le motivazioni sono più che condivisibili: il prezzo del gasolio è giunto ormai alle stelle e alla protesta si sono aggiunti anche olivicoltori e pescatori.
Ma il Sud Italia da molto tempo ormai è costretto dalle élite a doversi alimentare con prodotti sempre più scadenti: nella mia Sicilia il mercato ortofrutticolo vende a ortolani e fruttivendoli merce in massima parte vecchia e di scarsa qualità. E avvelenata da un uso massiccio di pesticidi.
E adesso, siamo davvero giunti al capolinea: a pranzo e cena solo prodotti conservati, mentre c’è la corsa febbrile nei supermercati per accaparrarsi quel che rimane di fresco.
Così, stasera niente verdura o frutta perché gli scaffali dei supermercati sono vuoti. Rimane solo l’ortofrutta proveniente del mercato generale in vendita nelle botteghe. Mentre i latticini freschi sappiamo già che non arriveranno. Anche l’acqua minerale è finita: peccato che quella che arriva dalle tubature comunali non sia potabile a causa delle numerose perdite delle stesse.
Sembra uno scenario di guerra e la coincidenza con le violenti devastazioni scoppiate al Nord fa riflettere.
L’Italia Meridionale si sta trasformando sempre più in una polveriera pronta ad esplodere, perché la gente adesso è davvero esasperata: i nostri governanti non potranno continuare ancora a lungo ad ignorare la situazione gravissima che si sta generando ormai in tutta Italia, da Nord a Sud.
Il breve post di Mons. Viganò può fornirci interessanti spunti di riflessione in proposito.
Buona lettura.

Un manifestante passa accanto a un’edicola in fiamme durante le proteste del 17 ottobre 2026 a Parigi, in Francia (foto: Carl Court/Getty Images)
Le scene di guerriglia urbana che in questi giorni hanno devastato Parigi, Lione, Marsiglia, Limoges e – in Italia – Milano, Torino, Bologna e altre città non possono ridursi a semplici disordini di piazza: sono manifestazioni di violenza e di barbarie che trasformano le strade in campi di battaglia. Saccheggi, incendi di edifici pubblici e di negozi, attacchi alle forze dell’ordine, feriti a centinaia, arresti a migliaia: ciò che viene presentato come protesta contro il carovita è in realtà uno degli strumenti principali della pianificazione scientifica con cui l’élite tecnocratica globalista intende introdurre e alimentare focolai di guerra civile nella popolazione.
Il disagio economico è reale, ma viene scientemente esasperato e poi dirottato. Gruppi organizzati — black bloc, nuclei dell’ultra-sinistra, bande di giovani per lo più extra-comunitari che agiscono “senza ordini” secondo il modello francese — trasformano manifestazioni teoricamente pacifiche in caos controllato e fomentato. L’obiettivo è chiaro: creare il pretesto per legittimare nuove forme di repressione, di controllo sociale e di compressione delle libertà residue. In tutto questo non vi è nulla di spontaneo.
Condanno la complicità dei governanti. Essi hanno contribuito a generare le condizioni di impoverimento e di alienazione, e ora si servono del disordine per rafforzare l’apparato repressivo, mentre pronunciano condanne di facciata. Condanno altresì il tradimento della gerarchia della chiesa conciliare-sinodale, totalmente asservita all’élite tecnocratica globalista. Invece di richiamare le anime all’ordine, alla giustizia e alla Verità perenne, essa tace, o peggio acconsente, preferendo il dialogo con i poteri del mondo alla fedeltà al Vangelo e al Magistero di sempre. Quando l’autorità — civile ed ecclesiastica — cessa di trattenere l’errore e ne diventa veicolo, si consuma quella frattura che San Paolo descrive come mysterium iniquitatis (2 Ts 2, 7-8).
La divisione è opera del divisore, Satana. Chi alimenta deliberatamente il caos per poi imporvi il proprio ordine non agisce per il bene delle anime, ma per il consolidamento di un potere che ha ripudiato Cristo Re. Finché questa pianificazione non sarà smascherata, ogni pretesto di “rinnovamento” o di “giustizia sociale” resterà al servizio dell’iniquità.
Raccogliamoci intorno alla Verità immutabile e alla Tradizione apostolica. Non ratifichiamo l’errore, non consentiamo alla menzogna.
“State saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso” (2 Ts 2, 15).