Il granello di senapa è ancora sotto attacco

Cari Lettori, alcuni di voi avranno notato che in una certa fascia oraria il sito diventa praticamente inaccessibile, non rispondendo più alle richieste legittime degli utenti.

Il fatto si ripete puntualmente ogni notte quasi sempre allo stesso orario, ovvero dalle ore 1:40 – 2:00 circa del mattino fino alle 2:20, ora legale (CEST, Central European Summer Time), che corrisponde al fuso orario UTC+2.

Naturalmente ho cercato di risolvere il problema, in quanto, oltretutto, il sito è inservibile anche alle mie richieste.

Non è possibile infatti per me accedere alla bacheca o lavorare sugli articoli. Qualunque operazione viene interrotta mentre compare l’avviso che il sito è offline.

Tutto questo, guarda caso, avviene in un orario che – benché notturno – è di punta per il sito, in quanto solitamente registra un picco di visitatori proprio in quella fascia oraria. Inoltre, specie nel periodo invernale, che scrive sfrutta quelle ore per lavorare, non avendo altro tempo da dedicare.

Inoltre alcuni Lettori provengono dagli Stati Uniti, per cui è più che comprensibile la richiesta di accesso in quella fascia oraria, considerato che gli orologi di New York segnano sei ore di anticipo rispetto a quelli di Roma.

Ho provveduto già naturalmente a installare delle protezioni, come Wordfence e WP Ghost, anche a pagamento. Ciononostante, il problema si ripresenta, anzi la durata del malfunzionamento sembra in aumento.

Non sono di certo un’esperta in informatica e dunque ho provveduto a difendermi come posso. Si potrebbe pensare che la fascia oraria in cui il sito va offline sia molto trafficata sul mio provider di hosting.

Tuttavia sia Wordfence che Ghost rilevano un numero considerevole di minacce e attacchi giornalieri diretti verso il mio sito, provenienti da tutto il mondo.

Lo screenshot scattato all’interno de Il granello di senapa mostra la mappa geografica dei principali Paesi di minaccia registrati da WP Ghost in 7 giorni. In certe settimane sono state registrate anche 23 minacce provenienti solo dall’Italia


La situazione è sotto controllo, in quanto tutte le minacce vengono intercettate e bloccate, ma è molto difficile difendersi da quello che probabilmente è un attacco DDoS (Distributed Denial of Service), una delle minacce più insidiose e sottovalutate del mondo digitale moderno.

Mi sono infatti documentata in proposito e ho scoperto come un attacco DDoS sia una delle tecniche più diffuse per mandare offline un sito o un servizio web.

Si tratta di un sovraccarico intenzionale, un enorme volume di traffico artificiale inviato verso un server, con l’obiettivo di saturare le sue risorse e renderlo inutilizzabile per gli utenti legittimi.

Tutto parte da una botnet, ovvero una rete di dispositivi compromessi (computer, server, smartphone e smart TV) controllati da un hacker o da un gruppo di cybercriminali.
Questi dispositivi vengono programmati per inviare simultaneamente milioni di richieste a un unico bersaglio che può essere il proprio sito web, il proprio server o la propria infrastruttura di rete.

Lo screenshot sopra mostra il sito Il granello di senapa offline poco dopo le 2:00, con in alto l’avviso di connessione persa e l’impossibilità di salvare o pubblicare la bozza del mio articolo


Il consiglio è contattare al più presto il proprio provider di hosting, poiché la maggior parte dispone di sistemi di monitoraggio e mitigazione DDoS integrati, e può deviare il traffico verso infrastrutture di “scrubbing”, dove il traffico legittimo viene separato da quello malevolo.

Inoltre il consiglio è anche quello di avvisare i propri utenti, perché uno degli obiettivi principali dei criminali informatici è quello di far perdere la fiducia degli utenti, provocare danni economici e di reputazione.

Si sottolinea infatti che “nel mondo digitale, in cui la disponibilità dei servizi è sinonimo di credibilità, anche pochi minuti di blocco possono fare la differenza”.

Inoltre, “anche con le migliori misure di sicurezza, nessuna protezione è infallibile al 100%”.

Così, mentre scrivo in una corsa contro il tempo, prima che il mio sito vada offline, dato che mi sto avvicinando all’orario incriminato, qualcuno probabilmente in Italia o da qualche altra parte del pianeta si frega le mani.

Contento di aver arrecato danno al prossimo, ancora una volta.

Ad ogni modo, questa situazione non è affatto nuova per me: anche quando mi trovavo su Libero, sempre nelle ore notturne ma non in un’ora precisa, il sito diventava lento. Anzi lentissimo e inservibile.

Spesso, non riuscivo nemmeno a salvare quello che stavo scrivendo, perdendo tutto con rabbia. Il “salva bozza”  infatti mi portava verso una pagina di errore e il sistema non salvava proprio nulla.

Fortunatamente accadeva meno frequentemente e comunque spesso risolvevo il problema, almeno temporaneamente, cambiando browser.

Inoltre il sito restava di solito fruibile ai visitatori.

Gli attacchi bloccati da Wordfence nelle 24 ore diretti verso Il granello di senapa secondo quanto mostra un grafico


A questo punto è il giunto il momento di fermarmi, non voglio infatti appesantire i miei Lettori con troppi problemi di natura tecnica.

Un fatto rimane tuttavia certo: Il granello di senapa è sempre sotto attacco. Neanche divulgassi dati segreti o chissacché.

Ma evidentemente diamo fastidio: io scrivendo, voi leggendo.

Beh, di certo però i nostri nemici al momento non dormono sonni tranquilli, dato che le cose non vanno affatto bene come vorrebbero.

I giornalai di regime hanno un bel da fare nello scrivere parole per cercare di screditare i fatti e nascondere la verità.

Molti avranno letto dello sciacallaggio mediatico intorno al caso della piccola Anna Rosa Bartolotta, 4 anni, di Palermo. Hanno scritto che la bambina è morta per difterite, accusando i genitori di non averla vaccinata. Ma non c’è, al momento, uno straccio di prova che questa rara malattia sia stata la causa della morte della bimba.

Solo l’autopsia sul corpo della bambina potrà dirimere infatti la questione. Sperando ovviamente che sia eseguita rigorosamente e in assoluta imparzialità. La famiglia ha nominato un consulente di parte per seguire tutti i passaggi degli accertamenti peritali.

Emergerebbe invece l’incompetenza dei medici che hanno rimandato Anna Rosa a casa, nonostante i genitori si fossero recati allarmati al Pronto Soccorso alle 22:20 del 13 agosto. Perdendo così giorni vitali per salvare la vita della bambina.

I genitori hanno denunciato i tre ospedali che hanno avuto in cura la figlia: il Cervello, il Civico e l’Ospedale dei bambini di Palermo. Sono convinti infatti che Anna Rosa non sia stata curata adeguatamente.

Ma il triste avvenimento è stato subito occasione per dare inizio al terrorismo mediatico contro tutti i genitori che non hanno vaccinato i propri figli, annunciando controlli dei Carabinieri a tappeto nelle scuole materne ed elementari di Palermo.

Peccato che Repubblica non scriva che solo le ASL gestiscono l’anagrafe vaccinale e possono fornire i dati esatti sulle avvenute vaccinazioni dei bambini, e non certo le scuole. Non si capisce allora cosa vadano a farci i Carabinieri, come non è chiaro cosa abbia ordinato la Procura di Palermo.

Ma dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ridotto le vaccinazioni pediatriche da una settantina a soltanto undici, non sanno cosa fare per screditarlo e sostenere che la sua “sciagurata” decisione sia basata su una “falsa” scienza.

Ovviamente quella “vera” si fonda sui diktat imposti dalle case farmaceutiche.

Questo caso infatti sembrerebbe costruito ad arte, purtroppo, per avere l’occasione di insultare e terrorizzare coloro che hanno liberamente scelto di non vaccinare i propri figli.

Donald Trump è tornato tuttavia ad affermare pubblicamente e senza esitazioni come negli ultimi anni si sia assistito ad una vera e propria “epidemia dei casi di autismo” nei bambini sottoposti a vaccinazioni, raccomandando il frazionamento dei vaccini in dosi separate. Cosa che già parecchi anni fa era stata auspicata in Italia anche da qualche isolato medico serio, il quale tuttavia ha dovuto affrontare nel tempo le conseguenze dei suoi cauti suggerimenti con provvedimenti a suo carico.

Mentre, sempre oltreoceano, il dott. Anthony Fauci ha continuato a fare scena muta al Congresso rifiutando di rispondere a oltre 100 domande, appellandosi al Quinto Emendamento e suscitando anche l’irritazione dei membri del Congresso.

Fauci è stato formalmente dichiarato colpevole di oltraggio al Congresso dalla Commissione del Senato, il 6 agosto 2026.

Così il dott. Burioni si preoccupa che adesso “si mette male” per loro.

Effettivamente si sta mettendo non male ma malissimo per loro, e la paura si tocca con mano.

Benché l’Ordine dei Medici ostenti sicurezza, tutto il settore sanitario non solo italiano ma mondiale si trova infatti in subbuglio e perfino qualcosa è arrivata fino a me, a proposito dell’impareggiabile dott. X.

Ma non posso andare oltre.

Semmai, devo prendere atto che Il granello di senapa, suo malgrado, si sia trovato ancora una volta a dover occupare lo spazio di un intero articolo.

Avrei sperato invece che, dopo il difficile mese di maggio, tutto si fosse calmato e chiuso definitivamente come un lontano ricordo. Ma a quanto pare le cose non stanno così.

La lotta continua e cercheremo di affrontarla al meglio, ben sapendo che il Protettore di questo blog e dei suoi Lettori rimarrà vigile e non prenderà sonno.

Intanto, fino alla risoluzione del problema, invito i Lettori a evitare preferibilmente la fascia oraria dalle ore 2:00, circa (a volte anche le 1:40), fino alle ore 2:20 del mattino, orario di Roma.

Un abbraccio a tutti e a ciascuno.

 

 

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